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Riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti per circa 8 milioni e 500mila euro in cui, secondo gli inquirenti italiani, avrebbero avuto un ruolo otto persone, di cui una residente a Lugano ed un’altra con interessi in Svizzera. Sei degli otto gli indagati sono finiti sotto processo davanti al Tribunale di Latina. L’inchiesta giudiziaria ruota intorno alla figura dell’imprenditore italiano Fabrizio Perrozzi, al quale per altre vicende giudiziarie le autorità italiane hanno già confiscato un patrimonio di circa 150 milioni di euro perché ritenuto frutto di attività illecite. Il rinvio a giudizio è stato chiesto dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e disposto dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cario. Nella lista degli imputati ci sono due persone residenti in Svizzera, anche se uno di loro è cittadino ungherese. Gli altri sono il figlio di Perozzi e la compagna e M.P. di Como. Un altro indagato ha scelto invece di essere giudicato con rito abbreviato, che prevede solo l’esame degli atti senza l’audizione di testimoni e verrà processato il prossimo 21 dicembre, mentre la posizione di M.D.G.  è stata stralciata per un problema nell’iter procedurale relativo alle notifiche degli atti.  Il procedimento penale nasce dall’inchiesta denominata “Point Break” eseguita dalla Guardia di finanza tra il 2013 e il 2016. A finire nel mirino degli investigatori varie operazioni finanziare che sarebbero state messe in atto per fare in modo che Perozzi diventasse socio occulto della società nautica Italcraft. Gli inquirenti attraverso rogatorie internazionali hanno compiuto accertamenti anche in Canton Ticino, Malta e Panama, ritengono che sussita un’operazione di riciclaggio per oltre 8,5 milioni di euro, provento di un altro illecito ascritto a Perozzi per il quale ha proceduto il Tribunale di Padova. Il processo è fissato per il prossimo 12 luglio, davanti al Tribunale di Latina.