Alla vigilia dell’udienza del tribunale distrettuale di Tagansky, a Mosca, che il 13 aprile dovrà pronunciarsi sulla richiesta del Roskomnadzor - l’organismo russo di controllo sui media - di bloccare l’applicazione di messaggistica Telegram per il suo rifiuto di condividere col governo le informazioni sugli utenti, il vicedirettore di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale Denis Krivosheev ha dichiarato: 

“Cercando di bloccare Telegram, le autorità russe stanno lanciando l’ennesimo assalto alla libertà d’espressione online nel paese”. 

“Negli ultimi anni le autorità russe hanno costantemente preso di mira gli ultimi pochi spazi rimasti a disposizione per esercitare la libertà d’espressione: hanno bloccato portali che le criticavano, imposto regole draconiane sull’archiviazione dei dati e dichiarato ‘agenti stranieri’ organi d’informazione registrati fuori dalla Russia”. 

“Ora intendono colpire una delle più popolari applicazioni di messaggistica, solo perché ha avuto il coraggio e l’integrità di rispettare la privacy dei suoi utenti. Auspichiamo che il tribunale di Taganksy mostri allo stesso modo rispetto per la libertà d’espressione e non si pieghi alle richieste repressive del governo”.