Secondo una recente analisi di Aster, società regionale per l’innovazione e la ricerca industriale, in Emilia-Romagna sono 1.776 le aziende che partecipano a contratti di rete, l’8% del totale nazionale
 
Ravenna è la provincia dell’Emilia-Romagna (28° in Italia), dove i contratti di rete (45 aziende aderenti ogni 10 mila attive sul territorio) sono più utilizzati, con Modena (43/10.000 imprese) al secondo posto e Bologna (42/10.000) al terzo. A rilevarlo è Aster, società della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale, che ha realizzato un tool interattivo (http://bit.ly/contratti_rete), per facilitare la ricerca e la lettura dei dati*, offrendo la possibilità di individuare le imprese in rete anche su base comunale.
 
“Il valore aggiunto di questa forma di collaborazione è noto – commenta Paolo Bonaretti, direttore generale di Aster – ed è confermato dal recente rapporto ISTAT-Confindustria ‘Gli effetti del contratto di Rete sulla performance delle imprese’ secondo cui le aziende che vi hanno aderito registrano una maggiore crescita dell’occupazione e del fatturato rispetto a imprese similari non in rete (rispettivamente +11,2% e +14,4% dopo tre anni). La diffusione di questa forma di aggregazione è ovviamente maggiore in quelle regioni che adottano politiche di incentivo all’utilizzo e che possono contare anche sulla spinta propulsiva delle organizzazioni di categoria”.
 
Il contratto di rete è uno strumento innovativo attraverso il quale più imprese collaborano per realizzare progetti condivisi, che non riuscirebbero a sviluppare singolarmente, mantenendo la propria indipendenza, con l’obiettivo di incrementare la capacità innovativa e la competitività. Le imprese devono predisporre un piano generale d’azione (programma di rete), in cui sono definiti gli obiettivi da raggiungere e i rapporti di collaborazione e condivisione, l’investimento e il tipo di legame da adottare.
Secondo l’indagine elaborata da Aster, la presenza di imprese in rete è particolarmente rilevante in provincia di Ferrara (41 aziende ogni 10 mila, 4° posto) e Forlì-Cesena (38, 5° posto). A seguire c’è la Parma (37), che precede Reggio Emilia e Piacenza, settime a pari merito con una media di 33 imprese in rete ogni 10 mila. Rimini (30) è la provincia dove si fa meno ricorso a questo strumento.
La provincia italiana dove questa tipologia di contratti è più diffusa è Viterbo, con 127 imprese in rete ogni 10 mila, che precede  Gorizia e Pordenone (122), seconde a pari merito, e Frosinone (116).
In termini assoluti il Lazio (3.430) ha più imprese in rete della Lombardia (3.012) e del Veneto (2.026). Al quarto posto la Toscana (1.817) precede Emilia-Romagna (1.776) e Campania (1.592).