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Nel conflitto brutale esploso nell’area del Kasai nella Repubblica Democratica del Congo tra il 2016 e il 2017 hanno perso la vita più di 3.300 persone e 1,4 milioni, tra cui centinaia di migliaia di bambini, sono state costrette alla fuga. Alcuni bambini sfollati stanno ora sopravvivendo con 3 pasti a settimana senza che le loro famiglie abbiano alcuna alternativa per trovare il cibo, e quasi 400.000 rischiano di morire di fame nei prossimi mesi a causa della mancanza dei fondi necessari per gli aiuti umanitari.
“Questo Paese, straziato dai conflitti, dove i bambini vengono anche reclutati a forza o usati come scudi umani, sta affrontando una delle più grandi e dimenticate emergenze umanitarie al mondo causate dall’uomo, e i programmi di aiuto necessari per salvare la vita dei bambini sono fortemente a rischio,” ha dichiarato Heather Kerr, Direttore nella Repubblica Democratica del Congo di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.
“Centinaia di migliaia di bambini sono in questo momento sul baratro perché il mondo si è voltato dall’altra parte. Solo il 3% degli aiuti necessari sono stati finanziati, i governi e i donatori devono fare ogni sforzo possibile per salvare questi bambini.”
Dallo scorso agosto, gli operatori di Save the Children hanno trattato migliaia di bambini affetti da malnutrizione grave, come Benjamin*, che ha un anno ed è scampato all’attacco del suo villaggio da parte dei gruppi armati come racconta sua mamma Kapinga*: “Sono fuggita con il mio bimbo dopo aver perso mio marito nel caos. Hanno ucciso, distrutto tutto e rubato il nostro bestiame, non avevamo più nulla da mangiare. Quando ho potuto finalmente portare Benjamin in ospedale era in condizioni gravissime, ma dopo aver ricevuto il latte e primi trattamenti si sta lentamente riprendendo.”