(DOMINA- Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, firmataria del CCNL sulla disciplina del lavoro domestico): L’8 marzo è stata una buona occasione per fare una riflessione sul ruolo della donna in Italia. Come ha evidenziato il Presidente della Repubblica, da molteplici studi si evidenzia come “l’uomo guadagni normalmente più della donna”. Infatti, il differenziale tra uomini e donne misurato nell’indagine ISTAT “Reddito e condizioni di vita” è pari al 23%. L’indagine evidenza come il reddito medio annuo del principale percettore sia di 28.480 € per le donne e di 37.091 € per gli uomini (dati 2021). Se invece analizziamo le retribuzioni del lavoro domestico vediamo che le donne guadagnano mediamente oltre 700 euro in più, ovvero l’11,7% in più degli uomini.

Il lavoro domestico è, storicamente, un settore caratterizzato da una forte presenza femminile. Oltre ad una prevalenza numerica, le donne svolgono mediamente lavori con maggiore responsabilità e più ore settimanali e questo porta ad una retribuzione maggiore. I dati INPS aggiornati al 2022 indicano come l’86% dei lavoratori domestici in Italia sia di genere femminile e che mediamente la loro retribuzione annua sia di 6.974 euro. Mentre i 121 mila lavoratori domestici di genere maschili hanno una retribuzione media di 6.241 euro.

Nel definire la retribuzione annua sono fondamentali la mansione e l’orario di lavoro. Analizzando i dati della retribuzione per mansione; i “badanti” di genere femminile guadagno 877 euro in più rispetto agli uomini. Mentre se analizziamo i “colf” la differenza si ridimensione a +185 euro. Evidentemente le donne lavorano un maggior numero di ore rispetto agli uomini o sono maggiormente collocate in livelli di contrattazione maggiori.

Il lavoro domestico è composto da molti operatori con cittadinanza straniera. Quasi il 70% dei lavoratori domestici è straniero, ed in particolare sono le donne straniere ad essere in maggioranza (58,7%), mentre le donne italiane sono 248 mila (27,8%). Gli uomini sono invece il 13,6%, con 97 mila uomini stranieri (10,9% del totale) e 24 mila uomini italiani (2,7%). È possibile quindi calcolare la retribuzione media annua per ciascun gruppo. Mediamente ciascun lavoratore domestico assunto regolarmente ha percepito 6.874 euro nel 2022. L’importo pro-capite più elevato spetta alle donne straniere (7.776 euro), evidentemente impiegate per più ore e in mansioni di livello superiore.

La retribuzione media più bassa è invece quella delle donne italiane (5.277 euro).

Questo differenziale retributivo a favore delle lavoratrici domestiche si riscontra in quasi tutte le aree geografiche. È estremamente elevata nelle regioni del Nord Est (+1.195) dove sono maggiormente diffuse le badanti e quindi i contratti con importi maggiori e del Nord Ovest (+1.195 €). Si ridimensiona nelle aree del Centro e del Sud mentre la tendenza si inverte per le Isole dove sono gli uomini a guadagnare più delle donne (-822 €). Ricordiamo che a livello legislativo la parità retributiva tra uomini e donne è sancita (stessa retribuzione per stesso lavoro) ma si innescano altri meccanismi che portano a diversi guadagni. Nel lavoro domestico sono le ore lavorate, la mansione esercitata ed il livello di preparazione che in questo caso sono a favore delle donne.

Commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA: “Il lavoro domestico ha da sempre contribuito all’emancipazione femminile. Non solo perché è un’opportunità lavorativa, ma perché fornisce alle famiglie un aiuto nelle mansioni di cura e assistenza, “liberando” altre donne da compiti generalmente in capo a loro. Le lavoratrici domestiche, in particolare quelle straniere, svolgono prevalentemente lavori di assistenza a persone non autosufficienti, in molti casi in convivenza con il beneficiario. Questo determina più ore di lavoro in mansioni più delicate, con un evidente impatto sulle retribuzioni annue”