Dall’Italia, precisamente da Rosà in provincia di Vicenza, sono partiti per la Colombia 38 fusti alti quasi dieci metri, pesano complessivamente duecento tonnellate, sono i piloni della funivia che permetterà residenti di Manizales, centro a sud di Medellin, di muoversi liberamente in funivia. Si tratta della terza cabinovia Leitner che entro la fine di quest’anno collegherà il centro della città colombiana. Il ceo di Bordignon Group, l’azienda che sta compiendo l’opera, ha detto: “La zincatura a caldo è necessaria per le grandi opere”. Per garantire la loro durata è necessario zincare i grandi piloni su cui si muovono, appese ad una fune, le cabinovie e seggiovie. Un’operazione, quella della zincatura che da anni ormai vede protagonista, in un rapporto di collaborazione con Leitner, Bordignon Group, che ha a disposizione il più grande impianto europeo di zincatura a caldo nel proprio headquarter veneto. Con una lunghezza di 2.300 metri, il nuovo sistema funiviario composto da quattro stazioni collegherà il nord della città con il distretto finanziario e commerciale e il centro dei trasporti urbani. Entro la fine del 2024, la nuova cabinovia, con le sue 60 cabine, si collegherà ai due impianti già esistenti, ampliando così la rete funiviaria di Manizales, che sarà in grado a quel punto di raggiungere un’estensione totale di 4.885 metri. Il peso complessivo dei fusti zincati e spediti da Zincheria Valbrenta è stato di circa 200 tonnellate, distribuite su 38 fusti con diametri di 2,5 metri e lunghezza di 9,4. Il più pesante era di circa otto tonnellate. 
Walter Bordignon, amministratore di Bordignon Group dice. “La zincatura a caldo garantisce un’elevata resistenza nei confronti della corrosione, prevedendo una durabilità del rivestimento di oltre cento anni. Sottolineiamo che evitando interventi di manutenzione, si aumenta la sostenibilità eco ambientale del sistema. Ogni tonnellata di acciaio zincata a caldo, proprio per la capacità dello zinco di proteggerlo dalla corrosione, garantisce un risparmio annuo di 1,66 tonnellate di petrolio, 4,11 chilogrammi di anidride carbonica e 68,33 chilogrammi di anidride solforosa. Anche per questo motivo il nostro auspicio è che si inizi ad usare questa tecnologia sempre di più nei ponti stradali e ferroviari”.