Un importante recupero di documenti di rilevante valore storico è stato possibile grazie al lavoro delle Procure della Repubblica di Parma, Aversa, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, gli inquirenti monitorando alcune piattaforme di vendita on line hanno individuato atti di chiaro valore storico culturale che sono stati restituiti all’Archivio di Stato di Napoli. Le indagini sono state svolte per la quasi totalità dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale. Gli inquirenti hanno rintracciato complessivamente trecento documenti storici riconducibili al periodo borbonico napoletano, erano custoditi presso l’Archivio di Stato di Napoli da dove nel corso degli anni erano stati trafugati. Tra i più importanti:

una lettera di Maria Amalia di Borbone indirizzata a Ferdinando II, Re delle Due Sicilie; cartigli intimi della vita di corte o i doni con cui omaggiare altri regnanti e il Papa; il diario di viaggio di Francesco I e la Regina Maria Isabella da Napoli a Madrid avvenuto tra il 1829 e il 1830; infine un manifesto di Gioachino Napoleone, Re delle Due Sicilie, con annotazioni manoscritte del maggio 1811.