Il nostro lavoro ci costringe a fare i conti con le proprie debolezze, e spesso e volentieri quello che vivo è ciò che desidero analizzare e approfondire. Ad un certo punto, infatti, la mia vita fuori dal set è diventata più interessante di quello che potessi mai raccontare sul grande schermo, e per questo ho maturato il bisogno di capire meglio l’ambiente che mi circonda ed il momento storico che viviamo, come l’inizio della crisi ad agosto 2021 al confine tra Polonia e Bielorussia.” Con queste parole Kasia Smutniak ha raccontato nei giorni scorsi al pubblico del Cinema D’Azeglio il suo esordio alla regia per il docufilm MUR, presentato in anteprima ieri sera al Parma Film Festival, in collaborazione con FICE Emilia-Romagna. Il film, distribuito da Cinecittà Luce, è un documentario intenso e commovente che racconta il muro chilometrico costruito al confine polacco e bielorusso, con lo scopo di respingere i migranti in cerca d’asilo.