Replica:

Strano venire a sapere da colleghi che pubblicate informazioni ovviamente parziali e chiaramente “faziose” senza neppure uno straccio di contraddittorio. Ma per fortuna esiste il diritto di replica che mi auguro vogliate concedermi come credo sia giusto avvenga.
Innanzi tutto la vicenda che mi vede davanti al tribunale di Livorno prima e prossimamente a quello di Firenze è assai lunga e particolarmente complessa (...).
Per quanto concerne invece la vicenda di Noceto sarebbe opportuno valutare due elementi in particolare.
Il primo è leggendo la sentenza di assoluzione della maestra, che immagino abbia promosso il vostro interesse da Parma, riporta passaggi molto imbarazzanti, arrivando ad affermare che il motivo per cui non si procede oltre nei confronti della maestra è dettato dall’assenza della querela da parte dei genitori che si sono limitati a fare semplici esposti e/o rilasciare dichiarazioni.
La seconda valutazione che ritengo debba fare un giornalista di cronaca giudiziaria e che invece lascerò al mio legale grazie al vostro articolo è delle affermazioni da voi addebitate al rappresentante sindacale che mi accusa di aver cucito, tagliato, costruito e trasformato la vicenda.
Ricordo che il PM dirige le indagini una volta fatta l’informativa, il PM decide come svolgerle e nella fattispecie sono state consegnate al PM tutte le intercettazioni ambientali che abbiamo fatto all’epoca dei fatti.
Lo stesso Pubblico Ministero ha chiesto al GIP il Rinvio a Giudizio e non lo ha chiesto benché meno i colleghi di Noceto e lo stesso GIP accoglie ovvero ha facoltà di rigettare la richiesta del PM.
Nella fattispecie quindi sia PM che GIP hanno ritenuto opportuno rinviare la maestra a giudizio così che ella potesse dimostrare la propria innocenza alle contestazioni promosse dal Pubblico Ministero e confermate dal GIP. (...)

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Controreplica:

Gentile Signore,

innanzitutto è bene precisare che la sentenza del Tribunale di Livorno che ha confermato il suo licenziamento desta un certo clamore nel contesto Parmense, semplicemente perché ella per il ruolo che ha ricoperto in quel di Noceto è molto noto e ha partecipato all’indagine, quella relativa alla nostra collega docente, che a memoria d’uomo ha destato più clamore tra tutte quelle condotte fino ad oggi nella storia della Polizia municipale di quel comune. Il comunicato della Gilda degli Insegnanti, che lei contesta, precisa che L’ex poliziotto municipale adesso potrà ancora rivolgersi alla Corte d’Appello”, azione che lei conferma quando annuncia che si rivolgerà al Tribunale di Firenze competenti per l’appello.

Il suo nome non è stato mai divulgato da questo sito internet e quindi in coerenza con questa scelta continuiamo a farlo anche adesso, non siamo nemmeno interessati alle questioni locali che la contrappongono alle sue controparte, nè a un “contraddittorio” relativo a tali questioni che lei esprime ma noi non divulghiamo, precisiamo che l’interesse è legato alla decisione finale del giudice.

 Quanto alla procedibilità relativa all’indagine subita dalla nostra collega, precisiamo che il delitto di abuso di mezzi di correzione, previsto e punito dall’art. 571 del Codice penale, è procedibile d’ufficio e non a querela di parte. Tant’è chè il procedimento c’è stato, si è svolto un regolare processo (!!!) davanti al giudice monocratico Maria Cristina Sarli del Tribunale di Parma ed è appunto terminato con un’assoluzione. I contenuti della sentenza che riguarda la nostra collega tratteggiano aspetti, discutibili quanto vorrà, ma che non hanno rilievo penale, tant’è che la sentenza assolutoria non è stata impugnata dalla Procura di Parma ed è quindi diventata definitiva.

Quanto agli aspetti tecnici delle indagini sappiamo bene quale sia il ruolo del Pm, del Gip e degli ufficiali di Polizia Giudiziaria, nessun rappresentante della Gilda l’ accusa di aver cucito, tagliato, costruito e trasformato la vicenda”, come lei offensivamente afferma, se proprio ci tiene legga meglio la parte del testo alla quale si riferisce che qui riproponiamo:

E’ ora di iniziare a reagire contro chi si reca negli uffici giudiziari accusando i docenti di ogni nefandezza" - e continua - "in ore e ore di immagini e audio registrati durante le indagini, nel corso delle udienze come prove a sostegno dell'accusa spesso vengono esibiti solo pezzi di frasi e frazioni di secondo di immagini decontestualizzate, quando siamo costretti a riprendere alunni indisciplinati” – continua – “ricordiamo che il nostro ruolo è quello di fare lezione non di fare i baby sitter”.

 

Salvatore Pizzo

Coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza

Responsabile di Padania Express

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