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Aveva aperto un droga shop nella casa dove abita, nel quartiere dell'Oltretorrente a Parma, ma la sua redditizia attività è stata bloccata grazie al "fiuto" dei vicini i quali da qualche tempo, nelle vicinanze dell'appartamento, avvertivano il propagarsi di olezzi inusuali. Quando i carabinieri, ricevute le segnalazioni, hanno bussato alla porta di un 40enne nigeriano subito si sono resi conto che in quell'abitazione c'era dell'altro ed hanno trovato stupefacente di vario tipo e bilancini di precisione. 

Dopo l'arresto in flagranza l'uomo è stato portato in Tribunale per essere processato col rito direttissimo, davanti al giudice ha fatto capire di non comprendere l'italiano quindi si è reso necessario incaricare un interprete. 
Durante l'udienza, nonostante asserisse di non conoscere la nostra lingua italiana, il Pm Antonella de Stefano ha fatto notare che è stato comunque capace di aver presentato la richiesta di reddito di cittadinanza e di ottenerlo incassando un sussidio di 780 euro mensili,  
La sua condizione di "povero" spacciatore gli ha permesso di richiedere anche il gratuito patrocinio a spese dello Stato italiano, così oltre al reddito di cittadinanza gli pagheremo anche l'assistenza dell'avvocato Laura Ferraboschi. 
Il Pm de Stefano, un vice procuratore onorario che essendo un magistrato precario per legge percepisce spesso un emolumento mensile più basso del reddito di cittadinanza, in attesa della fine del processo per direttissima ha chiesto che lo Stato trattasse adeguatamente questo suo ospite: 
dopo avergli dato un sussidio economico, pagato l'interprete e l'avvocato, avrebbe potuto trascorrere anche un periodo nel carcere di Via Burla dove il vitto e l'alloggio sono gratis, questa occasione però è sfumata, il giudice Beatrice Purita ha deciso che la custodia cautelare la trascorrerà nel suo droga shop domiciliare. 
Salvatore Pizzo