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Un contrabbndo di oggetti preziosi che dai valichi di confine tra Svizzera e Italia entravano nella penisola con prevalente destinazione alcune località del Piemonte, della Liguria, della Toscana e della Val d'Aosta, lo ha scoperto l'Ufficio Antifrode dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiano. Dai controlli è emerso che sarebbero stati evasi circa 966 mila euro di diritti di confine sottratti al fisco italiano, una somma pari a poco più di un milione di franchi. L'accertamento è stato il risultato di una complessa attività di verifica, durata oltre un anno, svolta dai funzionari finalizzata ad accertare diversi episodi di contrabbando di prodotti di alta oreficeria. In particolare hanno agito gli uffici di Alessandria e Firenze, fonti legali hanno riferito che tra gli oggetti interessati ci sarebbero anche "alcuni monili di pregiatissima fattura e di altissimo valore, provenienti dalla Confederazione Elvetica, che erano invece vincolati al regime della temporanea importazione". Una persona è stata segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria, gli è stato contestato il reato di contrabbando aggravato. L’attività di controllo fu avviata nel mese di gennaio dello scorso anno a seguito delle segnalazioni di vari uffici.