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Dalla Scandinavia arriva una risposta innovativa per far fronte alla cosiddetta “transizione energetica”, il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili: il parlamento danese ha recentemente varato un piano che ha l’obiettivo di realizzare due isole artificiali per meglio sfruttare il vento. La prima che sarà costruita si chiamerà VindØ è sarà finalizzata alla produzione di energia rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di elettricità di almeno 3 milioni di famiglie e di fornire idrogeno verde per i trasporti e le industrie.  L’estensione dell’”isola dell’energia” sarà di circa 120mila chilometri quadrati e verrà collegata a circa 200 turbine eoliche. Il governo di Copenaghen ha investito complessivamente 28 miliardi di euro nell’iniziativa assicurandosi così il 51% della proprietà, gli altri capitali arriveranno dai fondi pensione PFA , PensionDanmark e dall’utility Andel. La seconda isola energetica sarà realizzata nel Mar Baltico, Bornholm Energy Island , nei pressi dell'isola di Bornholm  Il primo passo  verso la realizzazione consiste nell’indagine preliminare, che prevede studi geofisici e geotecnici per individuare  i punti più idonei per realizzare le isole. La Danimarca prevede di esportare l'energia prodotta anche in Germania, Belgio e nei Paesi Bassi, stati con i quali ha già un accordo politico in merito. Quella danese è solo l’ultima di varie iniziative dei paesi del Nord Europa i quali, più efficacemente delle altre nazioni, stanno facendo proprio l’impulso dato dall’Unione Europea che spinge per aumentare la produzione di energia eolica entro il 2050. In particolare la Danimarca, che produce energia eolica già dal 2002, si è data l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 70% entro il 2030 e di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. Sono indicatori significativi  che dimostrano la particolare propensione danese alla produzione dell'energia verde due presenze importanti, nel paese scandinavo hanno sede il più grande produttore al mondo di turbine eoliche, la Vestas Wind, e uno dei più importanti gruppi specializzati nell’eolico offshore, la Orsted. Quasi contemporaneamente alla decisione di realizzare le due isole artificiali, la Danimarca ha anche decretato di cessare le attività di ricerca di petrolio e gas naturale nel Mare del Nord. 

Salvatore Pizzo ( Corriere di Aversa e Giugliano.it)