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Ecco l’uomo» è il nuovo libro del giornalista Silvestro Pascarella e del fotografo Davide Caforio. Il volume, di grande formato (21X30cm), è composto da 240 pagine, impreziosite da 210 foto a colori, ed è stato realizzato in collaborazione con Fondazione EXODUS. Il libro si apre con un tweet di Papa Francesco che detta la linea di quello che il lettore troverà all’interno: “I poveri ci facilitano l’accesso al cielo”.

 
«A me, dopo averlo sfogliato, – spiega don Antonio Mazzi in un passaggio dell’Introduzione – infinite emozioni hanno attraversato il mio cuore perché qui dentro c’è poesia, dolore, tragedia, marciapiedi, violini, scarpe che hanno macinato chilometri e chilometri, facce incartapecorite di poveri tra i cartoni, mani rattrappite della vecchia, più vecchia del pavimento della stazione, e della ragazza con metà denti e la faccia sfregiata, e insieme, non so come, la potenza artistica, spirituale, scenografica, sociale, che solo pochi uomini sono riusciti a descrivere. Penso alla peste descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, all’Inferno di Dante, ai Miserabili di Victor Hugo, a Dostoevskij, alla Bibbia, ad alcuni quadri del mio amico Franco Ferlenga. […] Non sfogliatelo in fretta, “L’ECCE HOMO”. Fate il possibile che ogni fotografia vi parli.»
 
Il libro si sviluppa in undici capitoli che nascono osservando la realtà che ci circonda, che tutti possono avere sotto gli occhi se si tengono gli stessi occhi ben aperti come fanno gli autori, Pascarella e Caforio. Pagina dopo pagina vengono affrontate storie di povertà, intrise di dignità, di persone che vivono, sopravvivono, ai confini della metropoli milanese. Occorre cambiare sguardo, per andare oltre la paura di imbatterci in persone che quasi sempre  schiviamo, cambiando strada, girando gli occhi altrove, ignorando i loro occhi mentre i nostri restano fissi sui i nostri telefonini.  
 
«Abbiamo voluto fare questo libro – dichiarano gli autori Pascarella e Caforio – perché non possiamo continuare ad essere indifferenti a persone che abitano nelle nostre città, nei nostri paesi della ricca Lombardia. Possiamo, dobbiamo essere fratelli di questi uomini e donne che hanno una storia diversa dalla nostra, ma un destino comune al nostro. Proviamo a far prevalere il bene comune per tutti, non solo per alcuni. Ma dobbiamo aprire gli occhi e i nostri cuori. Per questo siamo grati alla Fondazione Exodus per aver creduto e sostenuto questo progetto.»
 
Il volume si può trovare a Varese (Ubik), Legnano (Nuova Terra), Busto Arsizio (Boragno), Gallarate (La Fonte e Carù, Byblos, Rinascita), Castellanza (Cartolibreria Monti) ed è disponibile anche presso l’Associazione De Gasperi di Legnano. 
 
 
GLI AUTORI
 
Silvestro Pascarella è nato a Busto Arsizio (VA) nel 1966. Comincia molto presto a frequentare la redazione de La Prealpina: a 19 anni fa le sue prime corrispondenze. Nel frattempo si laurea in Filosofia all’Università Cattolica di Milano e diventa giornalista professionista. Nei suoi servizi prevale sempre il lavoro di ricerca, sia quando si misura con i fatti locali, sia quando affronta temi di carattere nazionale. Convito difensore del giornalismo d’inchiesta, avvia una serie di reportage tra cui quelli in Afghanistan e negli Stati Uniti per l’elezione di Donald Trump, oggetto di due precedenti pubblicazioni. Ora si sta concentrando sull’emergenza sociale in Italia.
 
Davide Caforio è nato a Castellanza (VA) nel 1966. Inizia a fotografare nel 1988, quando sono pubblicati i suoi primi servizi. Professionista dal 1997, diplomato in fotografia all’Istituto Bauer di Milano, ha collaborato con diverse agenzie pubblicando servizi sui più noti quotidiani e settimanali nazionali. Attualmente collabora con l’agenzia Blitz di Varese e Newpress di Milano occupandosi di cronaca. Appena può si dedica a reportage di più ampio respiro, tra cui quello sugli altipiani dell’Etiopia a Bekoji per fotografare gli allenamenti dei futuri campioni della corsa.