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Il tratto parmense dell'autostrada A15 della Cisa ha dei problemi di sicurezza preoccupanti, tanto che la sezione di Parma del Tar, con una sentenza emessa il 7 luglio ha nominato il Prefetto di Parma Commissario ad Acta ed ha condannato il Ministero dei Trasporti per la sua inerzia relativa a quattro interventi, la “riduzione del rischio idrogeologico in corrispondenza del tratto a monte compreso tra i viadotti Vizzana I e Vizzana II”; la “sistemazione del movimento franoso in località Citerna nel Comune di Fornovo di Taro – 1° stralcio funzionale”; la “sistemazione del dissesto in corrispondenza del viadotto Strobei” e i lavori “di sistemazione del movimento franoso in corrispondenza del Km 32 ”.

La Società Autostrada Ligure Toscana Pa,  difesa dagli avvocati Giuseppe Giuffrè, Gianluca Parente e Luigi Seccia, ha citato in giudizio il  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo quattro atti che non hanno avuto risposta:
 
in data 8.8.2019 e successiva diffida del 22.01.2020 con cui la società ha chiesto che si procedesse all'approvazione del "progetto esecutivo concernente gli interventi di riduzione del rischio idrogeologico in corrispondenza del tratto a monte compreso tra i viadotti Vizzana I e Vizzana II";
 
in data 22.01.2019 e successiva diffida in data 22.01.2020 la società ha chiesto che si procedesse all’approvazione del “progetto esecutivo concernente gli interventi di sistemazione del movimento franoso in località Citerna nel Comune di Fornovo di Taro – 1° stralcio funzionale”;
 
 in data 08.08.2019 e successiva diffida in data 22.01.2020 la società ha chiesto che si procedesse all’approvazione del “progetto esecutivo concernente l’intervento di sistemazione del dissesto in corrispondenza del viadotto Strobei”;
 
in data 08.08.2019 e successiva diffida del 22.01.2020 la società ha chiesto che si procedesse all’approvazione del “progetto esecutivo concernente l’intervento di sistemazione del movimento franoso in corrispondenza del Km 32 dell’autostrada della Cisa A15”;
 
Il Ministero ha chiesto l’inammissibilità del ricorso "affermando di aver provveduto a porre in essere le attività di competenza", almeno per quanto riguarda le attività burocratiche,  ma nella sentenza si legge che è "pacifico che deve ritenersi sussistente una situazione di illegittima inerzia" che "sussiste, pertanto, in capo all’Amministrazione il dovere di provvedere e di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso di approvazione del progetto entro 90 giorni: obbligo, nel caso di specie, non veniva assolto avendo l’Amministrazione avviato unicamente interlocuzioni istruttorie interne non compendiate in alcun provvedimento espresso".
 
 
Il Tar ha ordinato al Ministero dei Tasporti di esprimersi formalmente in ordine alle istanze di approvazione presentate dalla società ricorrente nel termine di 90 giorni ed ha nominato il Pefetto di Parma Commissario ad acta, con facoltà di sub delega, "che provvederà, in caso di perdurante inerzia, nel successivo termine di 60 giorni".
 
 
La decisione è stata presa dal collegio giudicante composto dai magistrati Germana Panzironi (Presidente), Marco Poppi (Consigliere, Estensore) e Massimo Baraldi, (Referendario)