Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

View e-Privacy Directive Documents

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha annullato il bando della Regione relativo alla "Concessione di sovvenzioni per il finanziamento di programmi personalizzati di pre-incubazione e incubazione d’impresa, finalizzati alla realizzazione di progetti di creazione o di sviluppo di nuove imprese caratterizzati da una significativa valenza o da un rilevante connotato culturale e/o creativo", lo ha impugnato Giacomo Brandolin, assistito dall'avvocato Alessandro Tudor, l'ente è stato difeso dall'avvocato Mauro Cossina. Il ricorrente ha contestato l'atto della Regione nella parte in cui è stata dichiarata inammissibile la propria domanda. La Regione ha infatti riscontrato la carenza del requisito soggettivo previsto dall’art. 4 lett. a) del bando, cioè la qualità di “aspirante imprenditore”, che giuridicamente non è definta. La Regione ha relicato che il bando distingueva in modo "espresso ed inequivoco la categoria dell’”aspirante imprenditore” da quella delle “imprese” già costituite, queste ultime differenziate a loro volta per settore e anzianità operativa". I giudici amministrativi sono stati di diverso avviso, infatti scrivono che quella di “aspirante imprenditore” è una nozione "non dotata di un univoco significato tecnico-giuridico desumibile dall’ordinamento". La decisione è stata pra dal collegio giudicante formato dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Lorenzo Stevanato (Consigliere) e Luca Emanuele Ricci (Referendario, Estensore).