Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

View e-Privacy Directive Documents

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

I vertici delle forze di polizia undici paesi del mondo si sono riuniti in videoconferenza per lanciare una controffensiva all'avanzare della 'Ndangheta che sta allargando sempre di più i suoi tentacoli anche in Ticino. Si tratta dell'attuazione del Progetto I CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), presentato il 30 gennaio scorso a Reggio Calabria. Per la Svizzera è intervenuta Nicoletta Della Valle direttrice dell'Ufficio Federale di Polizia, la quale ha sottolineato che la Confederazione è un partner molto interessato in quanto la ‘Ndrangheta è l’organizzazione criminale con il maggior numero di appartenenti tra quelle presenti in Svizzera. Gli altri paesi che cooperano in questa iniziativa sono: l’Argentina, l’Australia, il Brasile, il Canada, la Colombia, la Francia, Germania, gli Stati Uniti, l'Italia e l’Uruguay. Le polizie delle nazioni coinvolte lavoreranno insieme per un progetto di tre anni, ideato dall’Italia insieme ad Interpol per un attacco alla ‘Ndrangheta su scala mondiale. L'organizzazione criminale è oggi presente in 32 Paesi di quattro continenti (Europa, Africa, America e Oceania), di cui 17 Stati europei. L’avvio del progetto era fissato per la fine di marzo ma è stato bloccato a causa dell'emergenza dovuta al Coronavirus, ma ciò non ha impedito di definire gli aspetti organizzativi dell'iniziativa che ha come obiettivi la cattura dei latitanti e la confisca dei patrimoni illeciti, sulla base di una conoscenza approfondita del fenomeno criminale e del rischio che rappresenta soprattutto nelle sue proiezioni internazionali. I lavori sono stati aperti dall’intervento del Segretario Generale dell’Interpol, Jurgen Stock. L’Italia ha costituito un hub presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, la cui componente di livello strategico coinvolge i vertici di tutte le Forze di Polizia, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo.