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Una fornitura fantasma alla Regione Lazio di 7,5 milioni di mascherine, che dovevano servire per far fronte all'emergenza Coronavirus, ha porovocato l'apertura di un'inchiesta portata avanti dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Roma e dalle indagini emerge un collegamento con una ditta con sede a Lugano. 

La fornitura era stata affidata alla Eco Tech srl che a sua volta avrebbe dovuto ricevere le mascherine dalla ditta luganese, ma fino ad oggi a Roma non sarebbe giunta alcuna mascherina, ciò nonostante una parte consistente del cospicuo pagamento, circa 14 miloni di euro, è stato già effettuato dall'ente presieduto dal segretario del Pd Nicola Zingaretti.  
4 dei 14 milioni di euro sarebbero finiti a Lugano in quanto versati dalla ditta Eco Tech per far arrivare le mascherine in Italia. 
Le mascherine ordinate oltre un mese fa dovevano giungere nella capitale italiana con un cargo che, stando a quanto è emerso, doveva partire dalla Cina. La Procura di Roma per vederci chiaro ha inviato la Guardia di Finanza negli uffici del Dipartimento regionale della Protezione civile dove sono stati acquisiti dei documenti e varie fonti giudiziarie assicurano che già ci sono i primi indagati. Altra documentazione è stata acquisita anche dalla Procura della Corte dei Conti, ciò al fine di verificare i danni erariali. 
La stessa ditta luganese doveva effettuare un'altra fornitura di mascherine alla Regione Marche, ma anche in questo caso nulla sarebbe stato consegnato e contrariamente a quanto è avvenuto nel Lazio l'ente non ha pagato gli anticipi e subito dopo lo scandalo laziale ha annullato l'ordine. Non è accaduto lo stesso per altre due forniture, più esigue, che dovevano giungere dalla ditta luganese ad altri due enti con sede nelle Marche.