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“Leggiamo che tra le ulteriori richieste di interventi restrittivi per provare a contenere con più efficacia la diffusione del Coronavirus c’è anche quella, per il momento riferita alla sola regione Lombardia, di chiusura degli studi professionali. Ovviamente i commercialisti rispetteranno responsabilmente tutte le decisioni che verranno assunte, a livello locale come a livello centrale, a tutela del bene primario rappresentato dalla salute dei cittadini. Deve essere però chiaro che chiudere i nostri studi significa rendere difficile, se non in molti casi impossibile, svolgere a pieno il nostro lavoro. Non tutti i nostri iscritti, infatti, sono attrezzati per lavorare da remoto. E’ evidente che se gli studi dovessero essere chiusi andrebbero contestualmente sospesi tutti gli adempimenti fiscali e amministrativi, dal primo all’ultimo, e non a macchia di leopardo come fatto finora. Prova ne è che proprio oggi stiamo presentando i modelli F24”. Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani.