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“Mistero Buffo” è considerato il capolavoro di Dario Fo. Eugenio Allegri dirige il giovane e talentuoso attore Matthias Martelli nella riproposizione di quest'opera straordinaria in scena sabato 15 febbraio alle ore 21.15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca. Solo sul palcoscenico, senza trucchi, con l'intento di coinvolgere il pubblico nell'azione drammatica, Matthias Martelli, che Dario Fo poco prima di morire aveva ufficialmente riconosciuto come suo erede artistico, passa in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale: è un campione dinamico, dotato di tutti i fonemi dialettali e delle onomatopee del grammelot, uno specialista nella mimetica che pesca nella risata. La sua tecnica di recitazione procede nella lezione e nella ricerca del teatro giullaresco di Fo, ma sopravanza e convince, oltre che per la impressionante vis comica, per la capacità di entrare nel presente lasciando presagire la possibilità di un innovativo sviluppo drammaturgico del nostro teatro. Era il 1 ottobre 1969 quando Dario Fo portò per la prima volta in scena il suo “Mistero Buffo”. Mezzo secolo dopo quello spettacolo, cui il Premio Nobel continuò a lavorare tutta la vita, torna in palcoscenico, a pochi anni dalla morte dello stesso Fo. Non è la prima volta che altri attori si cimentano in Italia con questo monologo che intreccia testi sacri, pagine blasfeme e un travolgente modo di recitare con il corpo e gli occhi. ​“Mistero Buffo” non è il risultato di una ricerca libresca, astratta, sulla cultura popolare nel Medioevo, ma è innanzitutto la possibilità di ritrovare una visione della storia fatta dal popolo. Vissuta e raccontata dal popolo stesso, in opposizione alla storia ufficiale. In questo contesto “il giullare” era il giornale parlato del popolo. Attraverso la sua voce il popolo parlava direttamente, demistificando il sacro e il potere, utilizzando l’arma del riso e del grottesco. In questo senso Dario Fo ha recuperato una delle pochissime tradizioni autentiche del teatro italiano che fa parte della cultura europea da secoli. La sfida attuale di Matthias Martelli affonda così le sue radici in una forma di teatro che, attraverso la lingua corporale ricostruita col suono, con le onomatopee, con scarti improvvisi di ritmo, con la mimica e la gestualità spiccata dell'attore, passa continuamente dalla narrazione all’interpretazione dei personaggi, trasformandoli all’occorrenza dal servo al padrone, dal povero al ricco, dal santo al furfante, per riprodurre sentimenti, reazioni, relazioni, e tutte quelle altre cose che fanno, infine quella rappresentazione sacra e profana chiamata Commedia. Il giovane interprete non ripropone semplicemente un capolavoro del nostro teatro, ma lo fa rivivere dimostrando che esistono poesia e cultura (popolare e non) dotate di autonoma e straordinaria vitalità; e che, se ben proposte, fanno riscoprire al pubblico e alle nuove generazioni la gioia di gustare il sapore dell'intelligenza, la potenza della metafora, il brio dell'ironia.

Link video: https://youtu.be/-GThvM1xSMs

Ultimo Atto

Sabato 15 febbraio prosegue al Circolo Arci G.Faraboli di Roccabianca il ciclo di serate “Ultimo Atto”. Uno spettacolo post-spettacolo con musica, atmosfera accogliente e divertimento. In questa quarta data sarà ospite dalle 22.30 Matteo Papini, autore e cantautore di lunga carriera con il suo vasto repertorio. Menù della serata con specialità gastronomiche del territorio.