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Il Governo del Turismo, fra il 2018 e il 2019, ha conosciuto una stagione di “grandi riforme”, tutte annunciate dalla gran cassa della propaganda politica: prima è passato dal Ministero dei beni culturali al Ministero delle politiche agricole. Poi… il contrario.

Il risultato di queste “grandi riforme” è evidente: i due trasferimenti non si sono mai completati, negli uffici preposti (e nell’ENIT che da essi dipende) ha dominato il disorientamento, la crescita delle presenze di turisti stranieri ha segnato, nel 2018 e nei primi dieci mesi del 2019, i minimi storici dai tempi della crisi di fine 2007.

L’ENIT, qualche giorno fa, ha presentato il programma di attività 2020 e i dati dei primi dieci mesi del 2019: sembra tutto bene!

Sembra… perché i dati citati da ENIT sono solo quelli della Banca d’Italia (sondaggio sul movimento dei turisti stranieri alle frontiere e relativi pernottamenti) e non quelli dell’Istat (arrivi e presenze documentati nelle strutture ricettive autorizzate). Gli uni, pur in decremento di crescita rispetto al 2018, segnano +4,4% di pernottamenti; negli altri, il decremento di crescita delle presenze di turisti stranieri è ben più rilevante: +0,6% nel 2019, contro il +2,8% del 2018 e il +5,6% del 2017.

Confrontando i dati Istat (movimento di turisti stranieri nelle imprese ricettive) e i dati di Banca d’Italia (movimento di turisti stranieri in qualsiasi alloggio), si vede che la quota di pernottamenti nelle imprese ricettive è in costante diminuzione: nel 2017, 63,3%; nel 2018, 62,5%; nel 2019 (gennaio-ottobre), 56,7%.

Solo una crescita è certa: quella della faciloneria e quella della divulgazione di dati poco chiari!

ISVRA - Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo