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In questi giorni si parla di violenza sulle donne. Se ne parla. Ma non si ha il coraggio di affrontare il fenomeno seriamente. Prevale la solita ingenua retorica.
Una società basata sulla repressione non può che generare violenza. Porre fine alla strage di donne e bambini implica necessariamente avere il coraggio di vedere le cause del fenomeno.
Un uomo diventa carnefice solo se si reprime, se non ama se stesso. Non amando se stesso non potrà amare anche colei a cui dice "Ti amo".
L'amore per darlo bisogna prima averlo.
E' come il lavoro. Per darlo bisogna prima crearlo. Tutti cercano datori di lavoro e pochi diventano imprenditori e cioè datori di lavoro.
Lo Stato inoltre si impegna al massimo per ostacolare il lavoro degli imprenditori tassando ogni loro respiro e ostacolando con la burocrazia ogni loro passo.
E così gli imprenditori scappano all'estero.
Ma tornando alle donne, l'unica possibilità che hanno per non diventare carne da macello di maschi repressi aspiranti carnefici è quella di cominciare ad amare se stesse, a vedere la ricchezza di cui sono portatrici e smettere di sottovalutarsi, gettare le scarpe con i tacchi, liberarsi di rossetti e unghia finte e finalmente mostrarsi sicure di se, smettendo di sentirsi inadeguate come la società patriarcale repressa ha loro inculcato fin da piccole.
Solo in quel momento gli aspiranti carnefici di sesso maschile si dilegueranno e capiranno che queste donne sono per loro maestre di vita e non oggetto di trastullo.

 

Paolo Mario Buttiglieri, sociologo