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Il 20 novembre scorso è stato il trentesimo anniversario della Convenzione sui diritti umani più ratificata della storia, la Convenzione dei diritti dei bambini (CRC). Una pietra miliare nel diritto internazionale, che solo gli Stati Uniti continuano a rifiutarsi di ratificare” , ha dichiarato Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia.

“Sarebbe bello poter dire che tanto successo corrisponde a un’attenzione reale verso i bambini. Invece, dallo Yemen al Messico, i bambini sono le prime vittime dei conflitti armati. Vengono separati dai propri genitori e tenuti per mesi in stato di detenzione, per aver cercato di attraversare un confine. Dal Mar Mediterraneo peschiamo le loro pagelle, cucite nelle giacche. Chiavi d’accesso per una fortezza senza porte”, ha aggiunto Russo.

“Anche in Italia, dove tutti i bambini devono essere uguali per legge, esistono bambini più uguali di altri. Il sistema scolastico nazionale viaggia ormai a molteplici velocità, lasciando indietro il meridione e le periferie urbane. Il diritto all’istruzione non si può più considerare completamente garantito.”

La Convenzione internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza è stato il primo documento ufficiale in cui si è affermato che i minori non dovevano essere solo protetti e tutelati, ma avevano anche il diritto di prendere decisioni, partecipare alla vita della propria comunità ed essere ascoltati nelle questioni che li riguardano.

Importanti in questo senso sono gli articoli 12,13,14 e 15 che sanciscono il diritto dei minori a essere ascoltati dagli adulti, il diritto a esprimere la propria opinione, il diritto a esprimersi liberamente con il disegno, le parole, la scrittura, il diritto di scegliere la propria religione e di fare parte di associazioni.