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Nove militari dell’Esercito, già impiegati presso il Battaglione logistico “Ariete” di Maniago (Pordenone) e attualmente trasferiti presso altri reparti hanno impugnato e ottenuto l'annullamento del provvedimento del 19 giugno 2019 del Ministero della Difesa con il quale è stata loro revocata la corresponsione dell’indennità per coloro che sono trasferiti d'autorità e si è contestualmente disposto il recupero delle relative somme. I 9 militari nel loro icorso precisano di avere formulato la richiesta di trasferimento, nel 2013, mediante la compilazione di un formulario prestampato in ragione della preannunciata soppressione della originaria sede di servizio, dove erano inquadrati, e al trasferimento d’autorità che sarebbe stato conseguentemente disposto nei propri confronti. Il Ministero della Difesa ritieneva che l'emolumento non spetterebbe "in quanto il trasferimento sarebbe comunque avvenuto “a domanda” e perché, in ogni modo, l’originaria sede di servizio non sarebbe stata soppressa". Infatti i militari hanno precisato "che la successiva decisione dell’Amministrazione di non procedere alla prevista soppressione del reparto non avrebbe inciso sulla natura autoritativa del trasferimento, disposto nei confronti dei ricorrenti, trattandosi pur sempre di una autonoma scelta organizzativa, finalizzata al perseguimento delle sole esigenze della Forza Armata (rispetto alle quali l’interesse dei dipendenti ad indicare la sede di futura assegnazione si collocherebbe in una posizione del tutto recessiva)".L' amministrazione ha insistito per la reiezione del ricorso, sottolineando "come, nella fattispecie, l’indennità non sarebbe dovuta in quanto, all’esito del procedimento di riorganizzazione, la sede di appartenenza non è stata comunque soppressa". Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha ribadito ancora una volta che "in ogni ipotesi di trasferimento disposto per ragioni di servizio […], e quindi non direttamente e immediatamente ricollegato all'iniziativa del militare interessato nell'ambito dei procedimenti ordinari, non può negarsi la natura di trasferimento ‘di autorità’, che, ove come nella specie connotato dalla dislocazione geografica a distanza superiore ai 10 chilometri e in comune diverso da quello in cui ricade il reparto di precedente assegnazione, implica il riconoscimento del diritto alle indennità previste". La decisione è stata presa dal collegio composto dai giudici Oria Settesoldi (Presidente); Lorenzo Stevanato (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, Estensore).