Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

View e-Privacy Directive Documents

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Il legame ultracentenario che lega alcune zone del Parmense con la Svizzera, è questo il filo conduttore di un'iniziativa culturale che si è svolta sabato sull'Appennino Parmense, a Bedonia, e che verrà replicata il prossimo mese di ottobre a Bellinzona.
Presso il Seminario Vescovile della cittadina emiliana si è svolto il convegno dal titolo “L’emigrazione parmense in Svizzera”, organizzato dalla Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo al quale sono intervenute varie autorità locali, poi a seguire è stata presentata la mostra “Una valigia piena di…ricordi, musica e testimonianze di emigrati”, a cura di Corrado Truffelli del centro studi Cardinal Casaroli, che ha ritrovato documenti in vari archivi pubblici i quali raccontano la storia dei flussi di parmensi che fino alla prima metà dell'800 si recavano oltre confine per vendere inchiostro o per svolgere i loro spettacoli viaggianti, artisti di strada noti come gli "orsanti".
Una ricerca alla quale ha fornito il suo sostegno anche l'Associazione Emiliano Romagnola "Ticino" di Bellinzona. E' intervenuta anche Lucia Spocci, dell’Università di Parma, che ha presentato il panel “La nostra emigrazione in Svizzera nel secondo dopoguerra”. Infine, le testimonianze degli emigrati parmensi in Svizzera Mercello Lestini, Maria Ferrari, Anna Taddei e Rudy Salvisberg.
L'inziativa verrà riproposta in ottobre a Bellinzona e per l'occasione arriveranno dall'Italia le bande musicali di Calestano (località della provincia di Parma) e Vezzano Ligure, comune della provincia di La Spezia ma vicino all'Appennino Parmense, con loro anche la Glen Miller Band di Bedonia.