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Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha annullato la concessione demaniale a Fast Eat Italy s.r.l. della Locanda del Porto, conferita alla società lo scorso 3 maggio dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale di Trieste. A rivolgersi ai giudici amministrativi era stata Top Team S.r.l. difesa dagli avvocati Giulia Milo, Massimo Simeon e Giulia Battistel. Il collegio giudicante ha rilevato “l’inconsistenza e l’inidoneità del verbale della Commissione di gara a documentare quanto avvenuto, poiché esso non indica il luogo, gli orari e i presenti alle singole riunioni, né reca altre essenziali indicazioni”- si legge nella sentenza - “dal verbale risulta che, dopo la conclusione della seduta pubblica, la commissione ha proseguito i suoi lavori in sedute riservate nei giorni 11, 12 e 13 dicembre. Ma viene soltanto riportato che sono state lette, analizzate e confrontate le offerte e che ciascun commissario ha attribuito un punteggio per ogni elemento di valutazione (come stabilito dall’art. 8 del bando), punteggio che è stato successivamente tradotto in media aritmetica e trascritto nella tabella allegata. Mancano invece orari di riunione, presenza dei membri della commissione, modalità di conservazione delle offerte” - continuano i giudici - “In particolare, l’indicazione della presenza di tutti i componenti del collegio sarebbe stata necessaria, in quanto emerge dallo scarno verbale che le valutazioni non sono state operate (come sarebbe stato invece legittimo e doveroso) collegialmente, ma singolarmente dai diversi commissari che hanno, ciascuno, attribuito un proprio punteggio, poi mediato aritmeticamente in quello che risulta, per i diversi criteri di valutazione fissati dal bando, dalla tabella riassuntiva allegata. Nemmeno sono indicati, anche qui dimenticando il principio di trasparenza, i punteggi attribuiti da ciascun commissario: è stata indicata solo la media aritmetica da essi risultante. (…) Tale incompletezza e superficialità è data non solo dal fatto che in poche righe di verbale si dà conto di operazioni di valutazione compiute in più giorni, ma soprattutto perché, proprio per la complessità dei giudizi da formulare e per gli aspetti qualitativi da considerare, in relazione ai criteri valutativi da seguire, come prefissati dal bando, una (minimamente) dettagliata esposizione avrebbe consentito di verificare la correttezza e la regolarità della procedura adottata dalla commissione, in attuazione del principio generale che vuole l'attività della Pubblica Amministrazione sia sempre ispirata al criterio di massima trasparenza”. Inoltre la sentenza rileva che “i punteggi attribuiti alle offerte per ciascun criterio valutativo, sono stati espressi senza alcuna spiegazione del giudizio, solo numericamente, nella tabella riassuntiva allegata al verbale”. La sentenza è stata emessa dal collegio composto dai giudici Oria Settesoldi, (Presidente), Lorenzo Stevanato (Consigliere, Estensore) e Nicola Bardino (Referendario). Fast Eat Italy s.r.l. è stata difesa dagli avvocati Renato Fusco e Roberto Fusco.