Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

View e-Privacy Directive Documents

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Un militare degli alpini è stato arrestato a Cuneo con l’accusa di aver abusato di una tredicenne. Secondo la Polizia l’uomo, 31 anni, sposato e con figli, avrebbe costretto l’adolescente ad avere rapporti sessuali minacciandola di pubblicare delle fotografie intime. Il 31enne è accusato anche di detenzione di materiale pedopornografico. Il militare sarebbe entrato in contatto con la ragazzina attraverso Instagram. Il primo episodio di violenza sarebbe stato commesso nel 2016, poi nel 2017 la giovane sarebbe riuscita ad allontanare il militare, ma lo scorso ottobre è stata contattata da un altro uomo con nuove richieste a sfondo sessuale.
L’Esercito ha diffuso una nota in cui esprime "profondo sdegno e condanna", il militare è stato "immediatamente sospeso, già dallo scorso mese di dicembre, dal servizio e da ogni iter concorsuale a cui lo stesso aveva aderito". "Laddove le accuse fossero confermate - prosegue la nota - si tratterebbe di un comportamento indegno, inaccettabile e immorale, ancor più aggravato per uomini e donne che indossano l'uniforme e rappresentano lo Stato". "Confermando totale condanna e pieno rigore nel perseguire i comportamenti che violano i principi e i valori su cui si fonda l'Istituzione e assicurando la massima collaborazione e trasparenza con gli organi inquirenti, l'Esercito - continua la nota - esprime la totale intransigenza, tolleranza zero, nel contrastare tali inammissibili condotte. Tali soggetti non sono degni di indossare l'uniforme. Tale avvenimento lede fortemente la dignità e l'onore di tutto il personale dell'Esercito che, invece, con profonda integrità, spirito di sacrificio, professionalità, quotidianamente svolge il proprio dovere, in Italia e all'estero, anche a rischio della propria vita".