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LA MIA BATTAGLIA di Elio Germano e Chiara Lagani
diretto ed interpretato da Elio Germano, disegno luci Alessandro Barbieri,
scene e costumi Katia Titolo, fonico Giovanni Illuminati
aiuto regia Rachele Minelli produzione Infinito srl con il sostegno di Artisti 7607
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Un palco scarno, pochi oggetti, un attore da solo che si rivolge direttamente al pubblico, raccontando aneddoti, strappando applausi. Elio Germano è in scena con il nuovo spettacolo “La mia battaglia” giovedì 7 marzo alle ore 21.15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca, esauriti tutti i biglietti disponibili. Germano debutta nella scrittura realizzando una pièce provocatoria che suggerisce una lettura sociale dell’attualità, delle paure e dei sentimenti ostili che percorrono la società di oggi. Germano indaga il rapporto tra l’idolo e il proprio pubblico, attraversa i confini del teatro, mostra la “teatralità” del discorso pubblico e la sua ambiguità, lavorando a quattro mani con Chiara Lagani, pluripremiata attrice e drammaturga, fondatrice della compagnia ravennate Fanny&Alexander, protagonista di primo piano del teatro italiano contemporaneo. Ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento, conquista da subito confidenza ed empatia, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento. Appellandosi alla necessità di resuscitare una società agonizzante, tra aneddoti e proclami, tra appelli appassionanti e affondi lirici deliranti, il nostro trascinerà l’uditorio, in un crescendo pirotecnico, a una straniata sospensione tragica fino a condurlo a una terribile conseguenza finale e lasciando nello spettatore un inquietante dubbio: dove sta il confine tra finzione e realtà?  Grande protagonista del cinema italiano, già premiato al Festival di Cannes e più volte insignito del David di Donatello, Germano si cimenta in un avvolgente e inquietante monologo che è un’allucinata e feroce narrazione: per lui, che non ha mai fatto mistero del suo impegno politico e sociale e ha inteso il suo essere attore anche come forma di militanza, scegliere un testo significa anche sollecitare riflessioni individuali e collettive. Germano si muove sul filo di una spirale che trascina lo spettatore in un mondo distopico e sulfureo, fino ai margini estremi di una denuncia aspra, mistificazione grottesca di una storia forse non così lontana dalla realtà. Per altre informazioni www.teatrodiragazzola.it