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Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha preso parte, a Monfalcone, alla cerimonia per la consegna dei lavori per il rifacimento di un tratto lungo circa 100 metri della banchina del canale Valentinis, nei pressi dell'approdo rimorchiatori. Tratto, che è attualmente interdetto al transito ciclabile e pedonale.

L'intervento, per un impegno di 600 mila euro, sarà eseguito dall'impresa Bertolo, di Fiume Veneto, verrà completato entro l'autunno, e consentirà di ripristinare la pista ciclabile e il percorso pedonale che raccordano la città alle strutture diportistiche del monfalconese.

Come ha evidenziato il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, presente assieme al consigliere regionale Giuseppe Nicoli, entro il mese di marzo partiranno anche gli interventi per la sistemazione del fondale del canale Valentinis, che in alcuni punti presenta una profondità ridotta, e crea problemi alle attività nautiche presenti.

Con lavori, per un importo di 1,3 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, che si articoleranno per circa tre mesi.

Mentre, entro il 2020 è prevista la riqualificazione dell'intero canale.

Soddisfazione, è stata espressa nell'occasione anche dal presidente del Circolo nautico Valentinis, Massimo Bruno, che rappresenta i fruitori del tratto finale del canale.

Mentre, Riccardi, ha colto l'occasione per ricordare che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è impegnata a organizzarsi per avviare gli interventi di ripristino delle opere distrutte e danneggiate dagli eventi calamitosi dello scorso mese di ottobre; interventi, per i quali sono a disposizione 440 milioni di euro, somma derivante da un finanziamento dello Stato e da fondi della Regione.

L'opera di ripristino dei danni causati dal maltempo abbattutosi lo scorso mese di ottobre sul Friuli Venezia Giulia rappresenterà infatti un banco di prova per la struttura regionale.

Perché, ha rilevato, stavolta, l'evento calamitoso ha arrecato danni di una entità tale, che comporteranno un importo di spesa doppio, rispetto a quanto fu necessario per il ripristino dall'emergenza del 2003.

Ma, in particolare, perché si tratta di un numero elevato di piccoli, ma significativi interventi.