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 "E' certamente una buona notizia: saluto con favore la decisione presa oggi dall'Aula consiliare. Si conclude un iter che ha visto coinvolto il Consiglio regionale e mi fa molto piacere che questo traguardo sia stato raggiunto con l'unanimità dei consensi". Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta l'adozione, approvata oggi dall'Assise di Palazzo Pirelli della bandiera, della fascia e del segno distintivo della Regione Lombardia.
"La Rosa camuna è già simbolo e gonfalone sin dalla fine della prima legislatura regionale e viene associata come forma di riconoscimento della nostra Regione da tutti, in Italia e nel mondo - è il commento dell'assessore regionale all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli, intervenuto a conclusione del dibattito -. Come ha fatto la stragrande maggioranza delle regioni a statuto ordinario, che hanno trasformato il loro simbolo e il loro gonfalone nella loro bandiera, adottarla quale bandiera amministrativa - e sottolineo amministrativa - di Regione Lombardia rappresenta un adempimento statutario per certi aspetti un po' tardivo, visto che il nostro Statuto ha appena compiuto i dieci anni".
ARALDICA LOMBARDA RICCHISSIMA, GIUSTO CENSIRE SIMBOLI - "E tuttavia - ha aggiunto Galli -, prima del 1970 c'è la storia e, dunque, è del tutto legittimo che siano evocati altri simboli. Come diceva Carlo Cattaneo, la Lombardia è una regione plurale e sono molti i simboli storici identitari. Come bandiera storica della Regione Lombardia, il mio cuore - lo sanno in molti - batte per l'insubre Ducale, perché l'Insubria rappresenta la dimensione territoriale che maggiormente si avvicina agli attuali confini amministrativi. Ci sono anche altri simboli che la storia ci offre e che spesso vengono evocati, come la Croce di San Giorgio, la Corona Ferrea, i draghi, i serpenti e i biscioni. Dalla tradizione celtica a quella longobarda, l'araldica lombarda è davvero molto ricca. Nella mia qualità di assessore alla Cultura, considero un dovere istituzionale procedere a un censimento di tutti questi simboli storici della Lombardia".
SOFISTICATA SOVRAPPOSIZIONE TRA INCISIONE RUPESTRE E UOMO VITRUVIANO - "Anche se a Gianfranco Miglio ricordava la manopola di un servizio idrosanitario - ha detto ancora il responsabile della Cultura di Palazzo Lombardia -, la Rosa Camuna è sofisticata e deriva dalla sovrapposizione dell'incisione rupestre con l'Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Questo simbolo, così armonizzato, racchiude l'essenza delle tradizioni civiche della nostra regione: l'incisione rupestre - quando a Roma non c'era ancora la gens italica, i Camuni c'erano già e incidevano le pietre - che rappresenta l'ancoraggio alla storia più remota e la sensibilità verso la cultura universale della scienza e della tecnica, il primato dell'innovazione tecnologica e la propensione verso il futuro rappresentata dal genio leonardesco. Tradizione e modernità sono l'essenza della cultura civica della nostra regione, la nostra mentalità collettiva, e trovano una sintesi in questo simbolo".
NEL 2020 REGIONE LOMBARDIA COMPIE 50 ANNI - "Per ciò ritengo - ha concluso Galli -, a maggior ragione alla vigilia dei cinquant'anni di Regione Lombardia, che ricorreranno nel 2020, e nel Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, che, oggi, quest'Aula stia scrivendo una bella pagina della sua storia istituzionale".