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“JOTAMATA” è il titolo dell'iniziativa dedicata al tipico piatto triestino che è stata presentata stamane, nella sede di via Genova, dall'assessore comunale al Turismo e Promozione del territorio Maurizio Bucci, presenti Enrico Pobega, dell'Accademia Italiana della Cucina, Federico Prandi della società “Prandi comunicazione e marketing srl”, Michele Ciak, presidente della Pro Loco Trieste e gestore dell'Info Point di piazza dell'Unità d'Italia.

L'edizione “zero” di Jotamata, che è in programma da venerdì 30 a domenica 9 dicembre – e vuole celebrare la 'jota', il piatto tipico della città di Trieste, esaltandone l’unicità proprio nella stagione dell'altra ‘specialità’ tutta triestina: la Bora, sarà una vera e propria festa. In circa quaranta locali: ristoranti, trattorie, caffè storici e buffet tipici, che hanno aderito all'iniziativa, sarà possibile, per turisti e cittadini, 'gustare' un piatto di jota, eccellenza triestina, nella città della bora. Del resto l’una completa l’altra: bora e bota, freddo e caldo, quasi uno “ying e yang” triestino. 
“Questa manifestazione è uno dei tanti punti strategici del Piano del Turismo che denota un'attenzione a 360 gradi anche per la gastronomia - ha sottolineato l'assessore Bucci -. Questo primo ciclo dedicato al piatto più tipico della realtà locale nasce grazie alla collaborazione con l'Accademia Italiana della Cucina e sarà una celebrazione della jota, una delle nostre tipiche 'eccellenze' rivolta naturalmente a tutti gli amanti nostrani del noto piatto della tradizione, ma soprattutto ai turisti presenti in città. In questo senso stiamo seguendo in modo capillare la promozione turistica con la Pro Loco (numero dei turisti in arrivo e presenti, provenienza, tipologia ecc) proprio allo scopo di implementare i visitatori. Ai ristoratori, che hanno aderito in grande numero, è lasciata la libertà, oltre alla ricetta classica, di interpretare il piatto con fantasia e creatività. In ogni caso, questa è la prima delle iniziative in programma mirate a pubblicizzare i prodotti 'eccelenti' del nostro territorio, e ne seguiranno certamente delle altre su altrettante peculiarità tipiche”. Infine, Bucci, precisando che l'operazione Jotamata è finanziata con i proventi della tassa di soggiorno: “Siamo convinti che questa strategia funzioni e vada portata avanti”.
“E' stata lanciata una campagna promozionale per dare massima visibilità alla tipicità del piatto 'leader' della cucina triestina e per fare in modo che partecipino all'iniziativa anche i locali 'meno vicini': in Austria, nel Triveneto e in Slovenia. Tutti gli alberghi di Trieste riceveranno il materiale promozionale da mettere a disposizione dei propri ospiti con l’elenco dei circa quaranta locali tra ristoranti, trattorie, caffè storici e buffet tipici che hanno aderito all’iniziativa e la relativa mappa della città che segnala i diversi luoghi coinvolti. Dopo la degustazione di un piatto di jota – che ogni locale aderente potrà proporre nella forma più tradizionale, così come in forma personalizzata e rivisitata – gli avventori riceveranno un libretto ricordo con racconti di jota e di bora: accenni storici del piatto, aneddoti legati al nostro amato vento e la ricetta classica della tradizionale e autentica Minestra Jota”.
La jota venne codificata ufficialmente con atto notarile nel 2003, depositato presso la Camera di Commercio a cura della Delegazione di Trieste dell’Accademia Italiana della Cucina (fondata il 29 luglio 1953), che compare anche come partner della manifestazione e che gode anche della collaborazione della FIPE e della Pro Loco Trieste, ha spiegato Enrico Pobega. Descritta come una minestra a base di crauti (“capuzi garbi” in dialetto triestino, “cavolo cappuccio”, in italiano) e fagioli, patate e carne di maiale, la jota deve molto probabilmente il suo nome a jutta, (termine tardolatino che significa “brodo, brodaglia, beverone” forse di origine celtica). Un significato che ritroviamo anche nell’irlandese it, e nel gergo del Poitou (Francia dell’Ovest) jut. Resta comunque la zuppa triestina più popolare, in casa, nei ristoranti di tutte le categorie e nei tipici buffet. 
“Come scrisse Cesare Fonda, grande studioso, esperto di cose triestine, nel suo celebre libro “Ocio a la jota” - ha detto Pobega - racconta la storia, la politica, l’economia, il clima della città e l’estro dei triestini. Dice Fonda che la jota parla di freddo e di inverno, con tutti i fagioli e tutto il maiale... è avere davanti agli occhi e vivere con tutti i sensi un autentico concentrato della città, delle tante anime che la rendono ricca di memorie e di fascino. I “Capuzi garbi” erano di casa a Trieste già nel Cinquecento e verso la fine del secolo o al più tardi ai primi del Seicento arrivarono da queste parti i fagioli rossi americani. 
Tutti i locali aderenti esporranno una vetrofania che riprodurrà il claim dell’iniziativa, Jotimisti, per identificare da subito l’adesione a Jotamata. Un modo di vedere la vita in positivo anche se c’è un vento potente e incredibile come la bora, è un po’ la sintesi del motto triestino “sempre allegri e mai pasion”, la gioia di vivere che a Trieste si ritrova naturalmente anche a tavola. I due fine settimana toccati dall’evento (1 e 2 dicembre e 9 dicembre) renderanno particolarmente protagonisti i Caffè storici con una degustazione-aperitivo a base di jota: tra le 11.00 e le 12.00, infatti, tutti saranno invitati al jota-time per scaldarsi con una degustazione della celebre zuppa, accompagnandola magari con un buon bicchiere di vino, preferibilmente del territorio. 
Sabato 1 dicembre, in particolare, alle 11.00, al Caffè Tommaseo, è in programma l’inaugurazione ufficiale di Jotamata per la stampa e il pubblico: il tutto naturalmente davanti a un piatto di jota e con l’accompagnamento del duo di musica tzigana Simonetto-Daris, con il noto violinista Alessandro Simonetto e il virtuoso della fisarmonica Roberto Daris, tra arie balcaniche e tzigane. 
L’aperitivo musicale si replicherà domenica 2 dicembre, allo Storico Caffè San Marco, mentre domenica 9 dicembre lo “jota-time” sarà proposto al centralissimo Caffè degli Specchi in piazza Unità. 
Sono previsti anche gli Jota-tour, tour gratuiti per i visitatori della città, alla scoperta del mondo che partiranno da Piazza Unità e si concluderanno con un assaggino di jota nei caffè storici 
Jotamata coinvolgerà i principali locali del centro cittadino (vedi l’elenco allegato) ma si estenderà anche fino al borgo marinaro di Portopiccolo, a Sistiana, passando da Opicina, Monrupino, Giarrizzole, Erta Sant’Anna, via dell’Eremo.