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Al termine di una serie di raid iniziata all'alba del 1° novembre, le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato almeno 19 persone (otto donne e 11 uomini) impegnate nella difesa dei diritti umani.

Gli arresti, ultimo segnale dell'ambiente ostile e repressivo in cui si trovano a operare i gruppi della società civile egiziana, hanno costretto il Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà, una nota Ong che fornisce aiuto legale e documenta le violazioni dei diritti umani, a sospendere le attività. 

Tra le persone arrestate c'è la celebre avvocata per i diritti umani ed ex componente del Consiglio nazionale per i diritti umani Hoda Abdelmoniem. Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nel suo appartamento, mettendolo a soqquadro, per poi portarla in una località sconosciuta.

"Questa agghiacciante ondata di arresti contro la comunità egiziana dei diritti umani segna un ulteriore passo indietro. Le autorità egiziane hanno mostrato ancora una volta la loro spietata determinazione a stroncare ogni forma di attivismo e a smantellare il movimento per i diritti umani nel paese. Chiunque osi parlare di violazioni dei diritti umani oggi in Egitto è in pericolo", ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne di Amnesty International sull'Africa del Nord.

"La sistematica persecuzione ai danni di chi si occupa di diritti umani in Egitto dev'essere fermata. I difensori dei diritti umani devono poter svolgere il loro lavoro senza paura di essere minacciati, arrestati o imprigionati. Chiediamo il rilascio immediato di tutte le pesone arrestate per il loro operato in favore dei diritti umani", ha aggiunto Bounaim.

Il Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà, che denuncia le sparizioni forzate e l'aumento del ricorso alla pena di morte, è stato duramente colpito dall'ultima ondata repressiva. Oggi è stato arrestato Mohamed Abu Horira, avvocato ed ex portavoce del Coordinamento, mentre il suo cofondatore Ezzat Ghoniem e l'avvocato Azzouz Mahgoub risultano scomparsi dal 14 settembre.

Ghoniem e Mahgoub, arrestati nel marzo 2018, avrebbero dovuto essere rilasciati il 4 settembre. Le forze di sicurezza hanno ignorato l'ordinanza del tribunale e li hanno fatti sparire dal carcere in cui erano detenuti. 

Annunciando la sospensione delle sue attività, il Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà ha chiesto l'intervento del Consiglio Onu dei diritti umani. Anche Amnesty International ha chiesto al Consiglio di prendere una posizione nei confronti del rapido aggravamento della crisi dei diritti umani in Egitto.