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giustizia

Nessun illecito è stato commesso  da Andrea Camporese, ex presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti italiani (Inpgi). Lo ha stabilito nei giorni scosi il Tribunale di Milano, la contestazione riguadava 145 mila euro transitati nel 2013 su un conto corrente alla Bsi di Lugano. Il gionalista, che è stato assolto con formula piena perchè il “fatto non sussiste”, era finito a giudizio per truffa e per corruzione, ciò insieme ad altre 11 persone coinvolte nell'inchiesta sul crac della holding Sopaf, la quale aveva rapporti con l'Inpgi relativi alla gestione del patrimonio immobiliare. La Procura aveva chiesto per Camporese una condanna a 4 anni e mezzo di reclusione. Sono stati condannati altri sei imputati ed altri 4 sono stati assolti . Nel corso dell'udienza l'accusa aveva esibito atti cercando di dimostrare la verdicità delle affermazioni di un consulente finanziario, sostenendo anche che durante un incontro "a piedi" avvenuto all'esterno della stazione ferroviaria di Lugano vi fosse stata la consegna in contanti di 53mila euro relativi ad un' "operazione sporca", precisando che quei soldi non furono consegnati direttamente a Camporese come si credeva, bensì ad un'altra persona coinvolta nell'inchiesta. Secondo l’accusa, Camporese avrebbe accettato soldi per fare acquistare nel 2009 all’ Inpgi a prezzo eccessivo quote del Fondo Immobili Pubblici (FIP) vendute dalla società Adenium facente capo alla holding Sopaf, poi fallita a causa di un'ingente distrazione di capitali, ma in realtà detenute dalla società austriaca Immowest Ppromotus Holding. Un testimone ascoltato durante le indagini asserì che almeno una piccola parte di questi capitali, poco più di 145mila euro, sarebbero transitati su un conto corrente aperto nel febbraio di due anni fa alla Bsi Lugano.

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