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fidenza stazione

Ha notato un'avvenente brasiliana che aspettava il treno alla stazione di Fidenza ed ha perso la testa, ma la stravagante azione computa da un cittadino eritreo di 39 anni è costata allo stesso un processo con la pesante accusa di violenza sessuale, poi il capo di imputazione è stato derubricato durante il dibattimento con la contestazione più leggera del reato di “molestie”.  L’uomo  ha seguito una trentacinquenne brasiliana nei bagni tentando prima di aprire la porta, lei accortasi che all’esterno c’era un uomo ha minacciato di chiamare la polizia, ma lui avrebbe urlato che doveva essere sua poi si è allontanato, ma il pericolo non era del tutto passato.  Si è allontanata ed ha raggiunto la sala d'aspetto dove l'uomo l'avrebbe nuovamente importunata, facendo gesti “concupiscenti” con la lingua e chiedendo di “leccarle i piedi”, fortunatamente c’erano altre persone. La malcapitata doveva rincasare a Milano dove l’aspettava il marito,  ha quindi raggiunto il marciapiede dove ha preso il treno per il capoluogo lombardo ed anche in quel frangente l'eritreo avrebbe continuato con le sue avances moleste conclusesi grazie all'intervento di un altro viaggiatore ed al fatto che la donna telefonicamente era in contatto con il coniuge che ascoltando quello che avveniva ha consigliato alla moglie di urlare e chiedere aiuto, consiglio che le è risultato utile. La brasiliana una volta in salvo sul treno ha incontrato alcuni agenti della Polfer ai quali ha riferito tutto,  alla fine l'uomo è stato rintracciato dalla  nella sua abitazione di Fidenza e segnalato all'autorità giudiziaria. Oggi, a 15 mesi dall’accaduto, si è concluso  il processo davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Gennaro Mastroberardino, con a latere i magistrati Luca Agostini ed Adriano Zullo (Pm Fabrizio Pensa). L’eritreo se l’è cavata con un’ammenda di 500 euro.

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