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In occasione di Forum PA 2017 Dedagroup presenta i risultati di due importanti progetti focalizzati sulla Pubblica Amministrazione: un’analisi su base triennale della spesa IT dei Comuni italiani e l’indiceCA.RE (Cambiamento Realizzato), che prende in esame la loro evoluzione digitale attraverso una serie di parametri precisi e condivisi.
Strettamente collegati alla convinzione di Dedagroup che la trasformazione della PA sia possibile anche attraverso una razionalizzazione della spesa ICT, le due indagini pongono le basi per comprendere come sia possibile per gli EELL ottimizzare gli investimenti offrendo al contempo servizi più efficienti ai cittadini, misurando puntualmente i progressi compiuti sulla via della digital transformation.

Un approccio che testimonia ancora una volta l’impegno del player IT Made in Italy - e in particolare di Dedagroup Public Services - per il cambiamento verso la Data Driven Administration, attraverso la creazione di percorsi di condivisione digitale dei dati e dei sistemi, così da rendere i servizi pubblici il fattore abilitante dello sviluppo del Sistema Paese.

Ciò che emerge in prima battuta nell’analisi sugli investimenti ICT è un’ampissima variabilità: la spesa corrente media regionale in informatica oscilla da un minimo di 3 euro per abitante (Friuli-Venezia Giulia) a un massimo di 9 euro (Valle d’Aosta). Esistono casi limite di Comuni con spesa inferiore ai 2€ per abitante fino a Comuni con spesa superiore ai 70€ pro capite.

In Emilia Romagna la PA Locale spende poco più di 3 euro in media per abitante in ICT, collocandosi così in fondo alla classifica insieme al Friuli, sotto la Puglia (3,5 euro). In questo contesto ci sono però Comuni in Regione il cui investimento in ICT supera gli 80 euro pro capite.

Sono più di 1.100 i Comuni italiani che spendono in IT più di 15€ per abitante e di questi solo 17 sono Enti locali sopra ai 50.000 abitanti. Accanto a casi di eccellenze IT con alti trend di spesa in relazione all’elevato livello di servizi digitali sono riscontrabili situazioni di inefficienza su cui è possibile intervenire sensibilmente in ottica di risparmio.

Contestualmente il team di analisti di Dedagroup ha sviluppato Ca. Re., acronimo di “Cambiamento Realizzato”, un indice finalizzato alla valutazione dei progressi della PA digitale e della sua capacità di offrire nuovi servizi avanzati a cittadini e imprese. Basato sui risultati ottenuti attraverso l’adozione di CiviliaNext - la prima piattaforma nativamente concepita per la PA digitale – questa prima edizione dell’indice ha preso in esame 136 Enti, dei quali 130 Comuni e 6 Unioni. Gli indicatori considerati, mappati per area, sono i seguenti: Digital Human Capital, Digital Public Services, Digital Agenda, Digital Openness.

L’indice si rifà al DESI (Digital Economy & Society Index proposto dalla Commissione Europea per misurare l’avanzamento degli stati membri verso l’obiettivo di realizzare il Digital Single Market), accentuandone il focus sulla dimensione Digital Public Services.

Il quadro che emerge suggerisce la possibilità di elaborare una strategia di risparmio in linea con gli obiettivi del livello nazionale ma anche pienamente condivisibile e sostenibile dal sistema delle autonomie locali. Un approccio che ad esempio, punti con forza sul Cloud, evitando però di riproporre vecchie logiche e frammentazioni del passato, per riprogettare la PA digitale spingendo verso l’integrazione dei sistemi.

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