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broccolo pixabayScoppia la guerra dei broccoli tra Germania e Italia. E l'accusa dei teutonici nei nostri confronti è pesante: veleni nei broccoli coltivati nel nostro paese anche se soggetti ai rigidi disciplinari Ue che hanno, da anni, eliminato o ridotto le quantità di pesticidi e fitofarmaci usati in agricoltura. L'allerta per contaminazione di "rischio grave" è stata lanciata il 19 maggio, dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) della Commissione Europea, con tanto di pubblicazione di una black list degli alimenti contaminati, su segnalazione del Ministero della Salute della Germania e pubblicata sul sito europeo di RASSF.

Il prodotto è stato ritirato dalle vendite a scopo preventivo, per ragioni di possibile contaminazione in quanto nella maggioranza dei broccoli è stata trovata la presenza in eccesso di Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben. “Speriamo  si tratti di un allarme fondato e non di un tentativo di delegittimazione tedesca verso le nostra agricoltura italiana”, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Non è da dimenticare che il settore primario in questione, secondo gli esperti rimane il più "green" d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

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