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teschioAmnesty International ha chiesto il proscioglimento e l’annullamento della condanna a morte di un uomo giudicato colpevole di aver pubblicato un post “blasfemo” su Facebook. La condanna, emessa da un tribunale anti-terrorismo, si è basata sull’articolo 295.C del codice penale (uso di termini offensivi nei confronti del Sacro Profeta) e sugli articoli 9 e 11.W della Legge anti-terrorismo, che puniscono l’istigazione all’odio settario. Si tratta della prima condanna a morte per un reato informatico. Finora in Pakistan non sono ancora state eseguite condanne a morte per blasfemia.

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