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teatro ragazzola

Il debutto al festival “Asti Teatro 16” nel giugno del 1994, sette anni di tournée dal 1995 al 2002, trecentoquindici repliche in Italia e in Europa e circa centoventimila spettatori hanno decretato il successo di un monologo divenuto un “cult” della scena italiana: il suo titolo era “Novecento” opera di Alessandro Baricco, il quale, nella prefazione del libro pubblicato pochi mesi dopo il debutto teatrale, dichiarava di averlo scritto “per un attore, Eugenio Allegri e un regista, Gabriele Vacis”. Nel frattempo il libro, tradotto e venduto in tutto il mondo, si avviava al traguardo del milione di copie e qualche anno dopo Giuseppe Tornatore ne traeva la versione cinematografica realizzando “La leggenda del pianista sull’oceano”. Ora Eugenio Allegri riparte dal monologo di Baricco per presentare una rilettura di Novecento, in scena sabato 7 ottobre alle ore 21,15 al Teatro di Ragazzola, che non è solo quella del libro, bensì dello stesso spettacolo, visto che la colonna sonora sarà la medesima di allora e che su uno schermo scorreranno a tratti alcune immagini del film, ma soprattutto, dei momenti salienti della performance dell’attore che, con quel suo lavoro fatto di andamenti musicali della parola, di gesti surreali e di evocazioni magnetiche venne “scoperto” dalla critica e dal grande pubblico. Dunque una proposta per ritrovare in parte quel pubblico e per avvicinare i tanti giovani che in questi anni “Novecento” lo hanno letto, amato, regalato. Negli anni a cavallo delle due guerre mondiali, abbandonato su una nave dai genitori e ritrovato sopra un pianoforte da un marinaio, Novecento diventa il protagonista indiscusso di una storia emozionante, di mare e di musica. Novecento trascorre tutta la sua vita a bordo del Virginian, senza mai trovare, davvero, il coraggio di scendere a terra. Ammaliato dalla musica e con un talento innato, impara a suonare il pianoforte e, in men che non si dica, diventa un vero artista. Grazie alla musica da vita a un ventaglio di sentimenti ed un caleidoscopio di colori, che, con grande maestria, trasforma in veri e propri racconti per i passeggeri del grande transatlantico. Qui, Novecento, diventa quasi un mito, un'attrazione che incanta i passeggeri attraverso note delicate e melodie stupefacenti, raccogliendo, con delicatezza ed estrema vividezza, l'anima del mondo. Novecento racconta la sua visione dell'esistenza, la sua conoscenza, la sua vita, imprimendo sui tasti magiche emozioni che risuonano tra le pareti della grande nave. Una musica che rende il suo cuore libero, una musica unica ed inconfondibile: il jazz. La storia di Novecento tocca tutti, riuscendo a commuovere ed emozionare, aggiungendo intensità al lavoro affrontato anche da Giuseppe Tornatore con la pellicola “La leggenda del pianista sull'oceano".

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