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Yemen

Un passo avanti importante verso la giustizia per le innumerevoli vittime di violazioni dei diritti umani, crimini di guerra compresi, del conflitto dello Yemen: questo è il giudizio di Amnesty International sulla risoluzione approvata il 29 settembre per consenso dal Comitato Onu dei diritti umani che, dopo anni di pressioni delle organizzazioni per i diritti umani, ha costituito un gruppo di esperti che dovrà indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto dello Yemen.

"La risoluzione è una vittoria per gli yemeniti, la cui sofferenza è stata finora ignorata dalla comunità internazionale: una speranza per tutti coloro che chiedono giustizia e un passo avanti verso l'accertamento delle responsabilità", ha dichiarato Anna Neistat, alta direttrice per le ricerche di Amnesty International.

"Finalmente, il Consiglio Onu dei diritti umani ha reagito alla ripetute sollecitazioni dell'Alto commissario per i diritti umani e delle organizzazioni locali e internazionali per i diritti umani, istituendo un meccanismo d'indagine sulle violazioni del diritto internazionale verificatesi in Yemen. Dato il lungo ritardo, è fondamentale che il gruppo di esperti venga nominato il più presto possibile, abbia risorse adeguate per lavorare e riceva piena cooperazione da tutte le parti in conflitto", ha aggiunto Neistat.

"Anche se la campagna è stata lunga e ha incontrato molti ostacoli lungo il suo cammino, la risoluzione ci ricorda che, quando il Consiglio Onu dei diritti umani persegue la sua responsabilità di porre i diritti umani al di sopra degli interessi politici, può aprire la strada verso la giustizia. La risoluzione trasmette inoltre un messaggio inequivocabile alle parti in conflitto nello Yemen: il loro operato sarà verificato e le loro violazioni non resteranno impunite", ha concluso Neistat.

Ulteriori informazioni
Negli ultimi due anni e mezzo tutte le parti in conflitto nello Yemen hanno violato in modo clamoroso il diritto internazionale. Le vite dei civili sono state devastate dai bombardamenti indiscriminati, dalle detenzioni arbitrarie, dalle sparizioni forzate e dalla crescente crisi umanitaria. Per tutto questo periodo, il Consiglio di sicurezza e il Consiglio dei diritti umani non hanno intrapreso alcuna azione significativa per assicurare l'accertamento delle responsabilità.

Nel 2015 l'Arabia Saudita aveva bloccato il tentativo di istituire un'analoga inchiesta, opponendo una sua risoluzione. L'anno scorso il gruppo dei paesi arabi, guidato dall'Arabia Saudita, aveva fatto il gesto simbolico di emendare la risoluzione per aggiungere esperti internazionali all'ufficio yemenita dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani, con l'unico obiettivo di rafforzare l'operato della Commissione nazionale yemenita. Nessuna di queste mosse aveva favorito l'accertamento delle responsabilità.

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